L’ 11 novembre, è la Festa di San Martino, vescovo di Tours nel IV secolo, uno dei santi più celebri fin dal Medioevo perché a lui sono connessi tanti detti, proverbi, riti, usanze e tradizioni gastronomiche in molti luoghi dell’Europa. In Italia è il  Patrono di Belluno, ed è venerato in molte città, specialmente in quelle dove visse: a Pavia da bambino, perché suo padre militare e vi era stato trasferito; poi, ormai monaco, in un eremo alle porte di Milano; e infine sull’isola Gallinaria, in Liguria, prima di trasferirsi definitivamente nelle Gallie .Si racconta che in una notte d’inverno, mentre era di ronda, incontrò un povero viandante che soffriva il freddo, e non avendo denaro da dargli, tagliò a metà il proprio mantello affinché il mendicante avesse qualcosa con cui coprirsi. Perciò san Martino, oltre a essere il protettore dei militari, lo è anche  dei pellegrini. dove morì ottantenne l’8 novembre dell’anno 397;    IMG-20151109-WA0001 IMG-20151109-WA0000

 

L’idea l’hanno lanciata il parroco di Rezzo, don Enrico Giovannini e il presidente della Pro loco Renato Adorno. Una processione per le vie del paese con alcuni tableaux vivants formati da bambini che però non si sono limitati a fare da figuranti immobili ma hanno anche recitato ricordando episodi della vita del Santo. Con un’iniziativa che introduce un’importante novità (è la prima volta che in una località dell’entroterra si aggiorna, reinterpretandola, una tradizione vecchia di secoli), Rezzo ha voluto rendere omaggio al Santo patrono, San Martino. L’idea è stata anche sposata dal sindaco, Ennio Semeria. Alla processione hanno partecipato le confraternite della Valle Arroscia e centinaia di persone. C’era tutto il paese (170 residenti, ndr) e persone venute da fuori. Il corteo è stato preceduto, il mattino, dalla funzione religiosa. In passato la Messa rappresentava l’acme della festa. Adesso la tradizione si è rinverdita. La morale? I miti, in questo caso religiosi, nascono anche ai giorni nostri.

Il commento di Renato Adorno, presidente della Pro Loco: «Dopo alcuni mesi di lavoro e aver parlato con il parroco, siamo riusciti a organizzare una festa per il Santo patrono, rivalutandola e portandola nei giorni festivi (è iniziata sabato con uno splendido concerto in chiesa del soprano Melissa Briozzo, alla tromba Fabio Cudiz e all’organo Tiziana Zunino, ed è proseguita domenica, ndr). Vorrei ringraziare tutto il paese che ha colto questa opportunità di rilancio, le quattro confraternite di Pieve di Teco, Montegrosso, Leverone e Cosio che hanno partecipato alla processione, i ragazzi che si sono offerti di figurare, la banda della Val Tanaro e un ringraziamento particolare alla famiglia Deperi che ha messo a disposizione lo splendido scenario del castello dei Clavesana per il rinfresco».

 

2016-10-17T09:28:13+00:00

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