Ed eccoci qui, in una sera mite, un po’ nebbiosa (…e dire che siamo a luglio, in fin dei conti!) a tirare le somme della nostra prima sagra: la Sagra del Pesto.

Siamo reduci da una serata di risate, divertimento, musica, amici… ma anche corse ai tavoli, mille caffè, qualche buona centinaia di bottiglie e lattine, grembiuli vissuti, visi accaldati e piedi doloranti. Ma anche con un sorriso beato in viso; di chi assapora la soddisfazione di aver fatto non la festa perfetta, certo che no, ma almeno il meglio che si poteva.

Eh sì, perché i giorni che precedono una festa sono sempre intensi, fra preparativi, spesa, pulizie, cucinare, organizzare i lavori, sponsorizzare, previsioni sull’affluenza, meteo controllato ogni 5 minuti… e un grande punto di domanda che ci ondeggia davanti al naso… come andrà?

Sarò sincera: la Sagra del Pesto è stata una scommessa; fine giugno non è un periodo consueto per Rezzo, un periodo in cui le feste di paese pullulano, anche in bassa valle, nei paesi più vicini alla costa e più facilmente raggiungibili; vero, verissimo. Ma noi ci abbiamo creduto comunque.

Abbiamo lanciato una gara di pestata nel mortaio: eravamo dubbiosi, ma vedere il gruppetto eterogeneo di convenuti – compresa una bimba riccia e sorridente  – armeggiare con il mortaio, ci ha davvero meravigliato. La nostra giuria, il Sindaco, Renato, Dario, storico e benvoluto cuoco che tante estati ha passato nelle nostre cucine, e Silvano, preciso, taccuino alla mano, ha assaggiato, valutato, premiato. E poi via: il pesto finisce nei vasetti ricordo realizzati ad hoc, le tende si aprono, i nostri amici – e tante piacevoli, nuove conoscenze, prendono posto; la coda alla cassa comincia, lenta, tranquilla, costante.

Inizia il via-vai di vassoi, la ginkana fra la folla, e intanto si butta un occhio alla cassa… la coda si allunga. Dopo qualche viaggio alla cucina si sparge la voce: lasagne al forno con pesto, patate, fagiolini, esaurite; poco dopo è il turno degli gnocchi. E poi dei secondi piatti.

Le tavolate sono belle gremite, qualcuna ospita un secondo turno. Alle 22:30 tutti hanno terminato di cenare e mentre la pista si popola di coppie che ballano sulle note di Lillo Baroni, ci sediamo anche noi; e sbocconcellando la nostra cena, tiriamo le somme; abbiamo esaurito tutto quello che avevamo preparato, al di là delle più rosee prospettive; i nostri 200 commensali hanno cenato e giungono apprezzati complimenti: la nostra squadra di cuochi con le aziende agricole, il panificio, i pastifici, la macelleria che collaborano con noi (tutte rigorosamente locali, rezzasche o che distano una manciata di km da Rezzo), insieme, producono manicaretti da leccarsi i baffi, bocconcini davvero prelibati.

Si respira un’atmosfera gioiosa, si scattano selfie con la nostra cornice a tema, si incontrano, soprattutto, volti nuovi, accanto agli amici di sempre, che ormai non mancano a un appuntamento, da tanto tempo. Questo ci rende felici, siamo riusciti a incuriosire persone nuove a visitare Rezzo. A scoprire che l’entroterra, ogni tanto, anzi spesso, dimenticato, non è un luogo privo di vita e destinato a eclissarsi. Ma è un piccolo angolo dai colori autentici e genuini, cullato da una natura rigogliosa e vivida e che ha ancora tanto da dare. Penso, e spero, che coloro che sono stati con noi questa sensazione di accoglienza e braccia aperte l’abbiano percepita.

Il 21 luglio avremo la prossima sagra gastronomica, la storica Sagra della Trota. In mezzo, il 14 luglio, una serata teatrale; non solo cibo, anche cultura, e cibo per la mente. Siamo una comunità piccola, ma cerchiamo davvero di fare del nostro meglio per proporre un calendario ricco e variegato… non siamo perfetti – perdonateci per qualche piccolo errore bonario… il nostro è un cammino sempre in corso di miglioramento 😉 – e grazie per la fiducia e l’affetto che ci dimostrate. E…state con noi. E…state a Rezzo.

 

 

2018-07-02T00:22:14+00:00

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